di Patricia Zangaro
con: Cristina Donadio, Stefano Jotti
regia di Alina Narciso
luci: Antonio Gatto
costumi: Annalisa Giacci e Maria Rosaria Riccio

Descrizione

Il testo Tango ha vinto la IV edizione del Concorso internazionale di drammaturgia delle donne La scrittura della differenza con la seguente motivazione:

Per la genialità con la quale ha usato le dinamiche e le figure classiche del Tango (ormai comunemente accettate come passi di un ballo) per portare allo scoperto e ironizzare su una “relazione amorosa” uomo-donna tutta imperniata sul “machismo”. Un ritmo di scrittura molto serrato, quello del tango, basato su una grande limpidezza di linguaggio, sostiene il testo fino al “gran finale”!

E difatti lo spettacolo mette in scena due personaggi – un maestro di tango e la sua partner – impegnati a provare dei passi per un nuovo spettacolo. Il tango, ballo incentrato sulla dinamica “l’uomo che guida e la donna che deve farsi portare” permette di mettere in scena in maniera a volte buffa, a volte comica, ma sempre impietosa un rapporto uomo-donna basato sulla presunta supremazia dell’uomo. I due attori, quasi del tutto immobili sul palcoscenico, parlando di tango in realtà alludono, accompagnati dalle note della fisarmonica che ne sottolinea il ritmo e i momenti più intensi, ad una serie di pratiche sessuali e attraverso questo dialogo incalzante delineano un divertente gioco sessuale dove alla fine i ruoli si ribaltano.

Il testo è stato pubblicato nel libro La scrittura della differenza 2008 – terzo volume dedicato ai testi vincitori del premio – a cura di Anna Maria Crispino, edito da Iacobelli.

L’autrice

Patricia Zangaro drammaturga, diplomata alla Escuela Municipal de Arte Dramático, ha lavorato per i principali teatri di Buenos Aires come il Teatro Municipal Gral, San Martín e il Teatro Nacional Cervantes. Molto attiva anche politicamente nella scena teatrale argentina, ha dato il via alla creazione del Teatro por la Identidad, appuntamento teatrale oggi di grande rilievo, con lo spettacolo A propósito de la duda, nato proprio come atto politico in appoggio alla causa delle Abuelas de Plaza de Mayo. La sua ricerca è caratterizzata dalla volontà di “dare la scena” a quelle realtà che “il discorso dominante” rende invisibili: personaggi marginali, spazi resistenti alla realtà scenica, un linguaggio di frontiera tra teatro e letteratura, una costante risignificazione dei generi popolari; non è un caso che il primo libro che ha raccolto un’insieme di sue opere si sia chiamato Teatro y margen (teatro e margini). Ha ricevuto numerosi premi e le sue opere sono state tradotte in francese, portoghese e inglese.

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