La scrittura della differenza 2008 – IV Edizione, Iacobelli Edizioni

Opere contenute nel libro:

  • TERESA, MUERTE SUBLIME di Ana Maria de Agüero Prieto
  • TANGO di Patricia Zangaro
  • RACCONTO DEL MULINO di Bruna Braidotti
  • CUNTO DE AGUAS di Alina Narciso

Le autrici

La Biennale internazionale di drammaturgia femminile

Presentazione di Anna Maria Crispino

C’è qualcosa che lega in maniera forte i testi vincitori della IV Biennale internazionale della drammaturgia femminile che presentiamo in questo volume: provenienti da luoghi lontani fra loro- Italia, Sapgna/Argentina e cuba, scritti da autrici di storia e generazione differenti, esprimono e puntano tutti sull’ibridazione del linguaggio.

In Teresa Muerte Sublime della cubana Ana Maria Blanca de Agüero Prieto si mescolano superbamente il linguaggio del teatro e quello della vita: le attrici entrano ed escono dai loro personaggi, recitano e discutono delle loro parti, smontando e rimontando, solo con la parola,l’intera macchina narrativae la rappresentazione in scena. Tang, dell’argentina Patricia Zangaro, riesce a sinton9izzare perfettamente le battute di dialogo dei due ballerini con le figure della danza, in un ritmo scandito, ferratissimo, che fa della parola il gesto e del gesto il discorso.

Straordinario è poi l’impasto di idiomi- l’antico dialetto friulano e veneto, il friulano più recente, l’italiano- che in Racconto del mulino crea Bruna Braidotti per la sua cavalcata nella storia del mulino ad acqua: “tecnologia” antichissima legata alla materialità della vita e alla possibilità di sopravvivenza, straordinario misuratore dei rapporti di classe in mutamento, sintomo rivelatore del rapporto con l’ambiente e il territorio nel farsi della trasformazione da un’economia agricola ad una realtà indistriale, con la costante dello sfruttamento della “povera gente”. Il mulino è “parlato”mignaie e nobildonne, mogli figlie e donne dell’oggi,in um chiacchiericcio della quotidianità che appare come il retrobottega della Grande Storia, ma che nel testo rivela – con pochi tratti sapienti e grande prova dell’unica attrice in scena- il farsi e disfarsi di un mosaico di voci mescolate che la storia ce la restituiscono con precisione da cesellatore.

Infine, ha l’opulenza di una sinfonia il coro di voci che anima Cunto de Aguas, il testo (fuori concorso) di Alina Narciso che mette in scena un gruppo di personaggi che nel tempo e nel non-luogo del viaggio di migrazione per mare- nella realtà, nell’immaginario, nel sogno?- si trasformano da figure prototipiche del migrante in divinità della santeria cubana e personaggi di “un altro mondo”. La metamorfosi, anche qui, è tutta nel linguaggio, musica e parole, che transitano dal dialetto napoletano/campano allo spagnolo cubano in un doppio movimento che li modifica entrambi e lascia dietro di sé consistenti residui. Ricchezza, più che scarti, della mescolanza.

Forse non è un caso che siano testi di drammaturghe a fornirci un così perfetto esempio del lavoro sulla lingua come laboratorio in cui sperimentare il confronto con l’alterità, la molteplicità dei punti di vista, il guadagno che viene dall’esperienza del dialogo tra diversi/diverse, il coraggio del mettersi in gioco, in viaggio, in questione…E non da ultimo, la porosità dei confini: di genere,soprattutto, ma anche dei generi letterari, saltando agilmente oltre i confini del canone.

La Biennale dunque si conferma come un appuntamento prezioso per mettere in luce la produzione drammaturgica femminile più vitale e innovativa, magari più “marginale” perchè poco frequenta i circuiti ufficiali maggiori: ma è ormai chiaro che è proprio dai margini, da posizioni decentrate e dissimmetriche, che da qualche tempo ci arrivano le parole più acute, gli sguardi più lungimiranti.Vale a dire, un pensiero- e delle pratiche intellettuali ed esistenziali- all’altezza della, a volte disparante ma spesso esaltante, complessità del nostro tempo.

Dal sito iacobellisrl.it

Cresce in tutto il mondo la quantità e l’interesse per il teatro a firma e con interpreti femminili. Il volume raccoglie i testi vincitori della IV edizione della Biennale internazionale di drammaturgia femminile – la cui manifestazione conclusiva si è svolta a Capri nel settembre 2008 – iniziativa di respiro internazionale unica nel suo genere e frutto della collaborazione di enti e istituti di quattro paesi: Italia, Spagna, Argentina e Cuba. I lavori premiati, scelti dopo un’ampia selezione, sono esemplari per qualità e varietà di tematiche e ambientazione: dalla ricostruzione della storia del mulino ad acqua nel Friuli, ad una sala dove si svolge una intensa e “piccante” lezione di tango, da un triangolo amoroso e artistico nella Cuba dei nostri giorni, alla rappresentazione di un sogno nel “non luogo” di un viaggio di migrazione. Cura e presentazione di Anna Maria Crispino.

Ana Maria Bianca de Aguero Prieto è tra le maggiori drammaturghe del suo Paese, figura chiave del teatro e della cultura della Cuba post-rivoluzionaria.

Bruna Braidotti drammaturga, regista e attrice. Nel 2005 ha fondato la Scuola popolare di teatro della Regione Friuli Venezia Giulia.

Alina Narciso autrice e regista teatrale, ha fondato la Compagnia interetnica Le Métec Alegre, che a Napoli gestice un atelier di teatro dedicato all’approfondimento delle tematiche di genere e dei temi relativi al Sud.

Patricia Zangaro drammaturga e docente di teatro argentina, le cui opere sono tradotte in francese, portoghese e inglese, ha creato a Buenos Aires il “Teatro por la Identitad” con uno spettacolo – presto diventato un rilevante appuntamento annuale – a sostegno dell’attività delle Abuelas de Plaza de Mayo. a cura di Anna Maria Crispino

La scrittura della differenza 2008

Biennale internazionale di drammaturgia femminile

pp.164

Collana: FUORICOLLANA