Foto di Salvatore Esposito

di Jorgelina Cerritos con Mayra Mazorra, Walfrido Serrano, Kelvis Sorita REGIA: ALINA NARCISO

RAPPRESENTATO AL TEATRO MERCADANTE A MAGGIO 2013

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Rassegna Stampa

Un interesante articolo di Emanuela Jossa sullo spettacolo La Audiencia de los confines scritto da Jorgelina Cerritos e messo in scena da Alina Narciso – Revista semestral de la Cátedra de Lengua y Literaturas Hispanoamericanas “CENTROAMERICANA 25.1″ http://www.centroamericana.it/wp-content/uploads/2016/01/CentroAmericana25_1-JOSSA.pdf

El Salvador, verità scottante in scena tra storia e memoria «Sono stato io colui che gridò “libertà, libertà” mentre suonava a distesa la campana, colui che ha celebrato come nessun altro il nostro gol nel mondiale di Spagna e lo stesso che ha difeso la morte e massacrava». È questa, senza dubbio, la battuta-chiave de «La Audiencia de los Confines», il testo della salvadoregna Jorgelina Cerritos in scena ancora oggi al Mercadante nell’ambito della Biennale internazionale di drammaturgia femminile: perché sottolinea il groviglio inestricabile di ambivalenza e ambiguità, rivolta e acquiescenza, coraggio ed evasione, denuncia e reticenza qui individuato come connotato fondamentale di una vicenda, appunto quella di El Salvador, sospesa tra le catastrofi delle eruzioni e le stragi della guerra civile. Ne discutono, in una dimensione a sua volta sospesa tra la farsa e il pamphlet, tre personaggi – Carola, Alonso e Mauro, che incarnano, rispettivamente, la Verità, la Storia e la Memoria – prigionieri di una notte metaforica e in attesa di un’altrettanto metaforica alba. E il pregio non comune del testo della Cerritos sta nell’assunzione di quello ch’è il tratto comune a tutta la letteratura latinoamericana, la continua escursione del realismo nei territori del sogno e della favola. A questa dimensione, del resto, si riferisce anche l’attenta e creativa regia di Alina Narciso: vedi, tanto per fare un esempio, il cibo che nel testo Mauro nasconde sotto una coperta e che nello spettacolo diventa l’oggetto di un pranzo elegante, addirittura segnato da tovaglie preziose e calici. E molto bravi sono i tre interpreti cubani Mayra Mazorra (Carola), Walfrido Serrano (Alonso) e Kelvis Sorita (Mauro), adeguatamente assistiti dal sax di Valerio Virzo, dal contrabbasso di Corrado Cirillo e dalla voce di Maria Carmela Lubrano. Uno spettacolo da non perdere, insomma: la scrittura di una donna che parla senza esibirsi e senza divagare. Enrico Fiore («Il Mattino», 5 maggio 2013)

Articolo dal “Roma”, 03/05/2013

Il primo studio teatrale sulla memoria di El Salvador al Teatro Mercadante: La Audiencia de los Confines

Rappresentato lo scorso finesettimana presso il Teatro Stabile di Napoli nell’ambito della VI Biennale internazionale della Scrittura della/e differenza/e (in qualità di opera vincitrice), La Audiencia de los Confines è uno spettacolo concettuale e atemporale che parla lo spagnolo ma recita in una lingua universale: quella della tragedia e della memoria. Un’ambientazione ai confines del mondo, tre anime perdute in attesa del suono di una campana, della fine delle tenebre, del buio che li astrae da tanto tempo in una non-dimensione. L’intensità della recitazione dei tre attori cubani lascia scivolare flussi di parole (talvolta anche molto lunghi) in un suono intellegibile, supportato comunque dai sovratitoli ma assolutamente diretto e di facile accesso al pubblico, che segue le vicende, concrete ed oniriche, di Alonso, Carola e Mauro (rispettivamente Kelvis Sorita, Mayra Mazorra e Walfrido Serrano,). L’indiscutibile punto di forza della rappresentazione, scritto da Jorgelita Cerros e diretto da Alina Narciso e la sua Metec Alegre, sono i momenti estemporanei, le scene quasi surreali che ritagliano enfaticamente i tre protagonisti fuori dal luogo scarno e povero in cui sono seppelliti per vederli banchettare ad un’immaginaria cena in onore dell’elezione del Presidente di El Salvador (ambientazione e luogo di ispirazione del testo teatrale) o recitare una pantomima in maschera con tanto di impersonificazioni e allegorie della “signora Verità”, “signora Storia” e “signora Memoria”. Attraverso battibecchi, dialoghi serrati ed evocativi, il messaggio arriva chiaro e si perpetua a mo’ di eco in platea: la verità è scomoda, nessuno vuole recitare la sua parte. La memoria è a breve termine, non si accorda con la Storia, che spesso e volentieri non ricorda le voci, i pianti dei bambini, le tragedie di El Salvador come quelle di tutto il mondo, dall’Iraq al Ku-Klux-Klan I riferimenti non sempre risultano immediatamente chiari, piuttosto stimolano domande e dubbi sul tipo di memoria che di volta in volta vuole essere evocata dai lunghi e appassionati dialoghi di Carola, Alonso e Mauro. Fiori all’occhiello e note di estremo merito de La Audiencia de Los Confines, il saxofono di Valerio Virzo, il contrabasso di Corrado Cirillo e la splendida voce Maria Carmela Lubrano, che, in particolare, chiude lo spettacolo con un meraviglioso brano a cura di Iván Sánchez Guardiola e Valerio Virzo. Gli arrangiamenti concedono un tocco europeo con un effetto quasi straniante rispetto alla recitazione e all’atmosfera sul palco, rendendo l’intera rappresentazione una vera e propria commistione dai toni internazionali, toni possibili in tutti i luoghi e spazi dove ci sia bisogno di ricordare, di non perdere la memoria. L’opera è le vincitrice dell’America Centrale Settentrionale, mentre per l’Italia (che insieme a Ecuador, Spagna, Argentina, Brasile e Cuba rientra nel circuito della Biennale de La Scrittura della/e Differenza/e) non è stato assegnato nessun premio finale, dato che nessuna delle opere è stata considerata rispondente ai parametri del riconoscimento. Tuttavia va segnalata “In memoria di me” di Barbara Rossi Prudente, giudicato un testo interessante ma più vicino alla scrittura cinematografica. I testi delle edizioni precedenti sono reperibili nel volume collettivo “La Escrittura/s Differenza/s 2012/2013” co-curato dalla Casa Editrice Nazionale Cubana Tablas-Alarcos e quella italiana Edizione Metec Alegre. Marta Capuozzo (Venerdì 10 Maggio 2013, http://www.levanteonline.net/index.php/cultura/teatro/8597-il-primo-studio-teatrale-sulla-memoria-di-el-salvador-al-teatro-mercadante-la-audiencia-de-los-confines.html)
“Essere colti è l’unico modo per essere liberi” Sul finire degli anni ’90 nasce a Barcellona la manifestazione La scrittura della/e Differenza/e Biennale internazionale di drammaturgia delle donne, intenta a dare spazio e appunto voce alla scrittura femminile. Nel corso degli anni il festival-concorso è andato evolvendosi, divenendo un osservatorio il cui sguardo si è soffermato sempre più anche sulle differenze culturali, etniche e di genere. Dopo il grande successo ottenuto a Cuba nello scorso marzo La scrittura della/e Differenza/e è finalmente arrivata a Napoli per opera e volontà di Alina Narciso. La manifestazione partenopea accolta al teatro Mercadante dal 3 al 5 maggio ha visto il susseguirsi di incontri, convegni, esposizione, concerti, ma il suo climax è stata la messinscena de La Audencia de los Confines, testo vincitore dell’edizione 2013 della salvadoregna Jorgelina Cerritos. Il primo incontro “Dal testo alla scena” – svoltosi nel caffè-foyer dello stabile partenopeo – ha avuto un respiro letterario, vi hanno partecipato la già citata autrice vincitrice, la scrittrice Barbara Rossi Prudente, docenti universitari di Salerno, Napoli e Bari (Antonia Lezza, Rosa Maria Grillo, Valentina Ripa, Alessandra Rocco, Maria Alessandra Giovannini), le giornaliste rispettivamente de “Il Corriere della Sera” e de “La Repubblica”: Natascia Festa e Renata Carigliano; il nodo della traduzione, degli adattamenti e quindi della rappresentazioni sono stati ampie fonti di dibattito. Il secondo incontro “Cronache dall’America Latina. Uno sguardo sull’Alba” – nella medesima cornice – ha avuto un impronta storica, dettata anche dalla presenza dei docenti dell’Università degli studi di Napoli “L’Orientale” Luigi Mascilli Migliorini (Storia Moderna) e Raffaele Nocera (Storia dell’America latina); hanno inoltre partecipato: Bernardo Borges (Console napoletano della Repubblica Bolivariana) Indira Pineda (ricercatrice cubana di politica internazionale) Geraldina Colotti (giornalista de “Le Monde diplomatique”), Alessandra Riccio (condirettrice di “Latinoamerica”) e Milagros Carina Soto Aguero (ambasciatrice di Cuba a Roma). L’America latina, l’altro mondo ci appare a noi lontano. Noi europei aggrappati alle nostre certezze non ci accorgiamo della disinformazione che vige a tutt’oggi sul Sudamerica, ci accontentiamo di un’immagine sbiadita e mistificata di questi paesi di frontiera le cui realtà nazionali sono diversissime, diversità che si uniscono in un coro unanime: il diritto di rappresentanza ed esibizione di sé. La Audencia de los confines è nutrito proprio di questo desiderio di emergere, di vivere e farla finita con una realtà fatta di guerre, stragi, dolori, ingiustizie che percorrono da sempre l’intera America Latina. Tre personaggi Carola, Alonso e Mauro – gli appassionati Mayra Mazorra, Walfrido Serrano, Kelvis Sorrita – attendono l’alba, attendono che la notte infinta termini, che l’oscurità e la dimenticanza svaniscano. La citazione beckettiana è lapalissiana, forse volutamente esibita, ma laddove la quintessenza di Estragone e Vladimiro è fatta di ingenuità, in Carola, Alonso e Mauro la rassegnazione, la disperazione ma soprattutto la rabbia sono palpabili. Le storie personali dei tre personaggi sono le storie di un qualsiasi sudamericano, tragiche e che squarciano l’anima; seguirle per lo spettatore è a tratti difficile, il testo è troppo denso e pieno di eventi. La regia impeccabile e forte di Alina Narciso alleggerisce questa corposità, facendo cambiare agli attori continuamente registro, calandoli di volta in volta in situazione differenti, fino alla magistrale immagine delle coloratissime maschere burattinesche di Storia, Memoria e Verità. Mariarosaria Mazzone (5 maggio 2013, http://www.teatro.org/spettacoli/mercadante/la_audencia_de_los_confines_955_26194#recens)

ESTRENO e INAUGURACIÓN

VI Edición de La Escritura de la/s Dieferencia/s – L’Avana (Cuba)

SALA RAQUEL REVUELTA –  8:30 p.m.

La audiencia de los confines de Jorgelina Cerritos

Directora: Alina Narciso

con: Maira Mazzorra, Walfrido Serrano, Kelvis Sorita

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